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Stragi del ’93: Berlusconi e Dell’Utri ancora indagati

L’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e con lui Marcello Dell’Utri già condannato a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, risultano nuovamente indagati in relazione all’inchiesta sui mandanti delle stragi di mafia perpetrate nel 1993. Queste nuove indagini si aprono a partire dalle testimonianze rese durante la detenzione dal boss mafioso Giuseppe Graviano  e delle intercettazioni in cui lo stesso Graviano citerebbe proprio Berlusconi.

 

Riapertura dei fascicoli e nuove indagini

Sarà quindi ora possibile attuare nuovi accertamenti tramite la D. I. Antimafia e riaprire il fascicolo precedentemente chiuso nel 2011. In particolare, in questo momento, sarà la Procura di Firenze ad agire riaprendo l’inchiesta. Mentre a Caltanissetta, dove si indaga sulle stragi mafiose avvenute nel 1992,  la Procura è ancora in fase di valutazione.

Le parole dei legali

Nel frattempo Nicolò Ghedini, avvocato del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, dichiara infamanti le parole di Giuseppe Graviano facendo notare che giungono in un momento molto delicato qual è questa fase pre-elettorale,  Ghedini sostiene, in oltre, che il suo assistito non ha mai avuto avuto alcun contatto con il boss mafioso in questione. Manforte a questa tesi viene data da Giuseppe Di Peri, legale di Marcello Dell’Utri, secondo il quale nelle intercettazioni prese in esame non si parla di Silvio Berlusconi e si fa riferimento a prove inconsistenti.

Foto: wikipedia

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