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Come Investire nello Zafferano

Nonostante le svariate difficoltà burocratiche italiane, tanti imprenditori, giovani o meno giovani, vogliono investire nell’agricoltura.

Lo scopo non è solo economico. Questa scelta è dettata anche, e soprattutto, dall’amore verso la natura e dai frutti che quest’ultima può offrirci. E’ necessario inoltre, essere predisposti per questo tipo di vita.

Una vita fatta di tanti sacrifici che conosce né sabati né domeniche.

Come investire nello zafferano

come investire nello zafferano

Non basta semplicemente pensare ad un proprio ritorno economico. Se si investe dei soldi bisogna farlo soprattutto con passione. Non è un gioco o una cosa che se poi non ci convince possiamo rinunciarci, è una scelta importante e va ponderata molto bene.

Terminata questa breve introduzione, cerchiamo di affrontare la parte tecnica del discorso dando anche dei dati precisi.

Per diventare un imprenditore agricolo bisogna avere anzitutto un percorso professionale ben consolidato alle spalle ma è anche necessaria una preparazione tecnica di un certo livello.

Anche l’investimento economico gioca un ruolo fondamentale. Inutile negarlo, investire nell’agricoltura, in questo caso nello zafferano, richiede un budget iniziale medio grande.

Son tante quindi le nozioni da sapere e non ci si deve di certo improvvisare.

COS’E’ LO ZAFFERANO?

Per chi non lo sapesse, lo zafferano (Crocus sativus) è una pianta antichissima ed è originaria dell’Asia Minore. Venne importato in Europa dai commercianti arabi ed approdò prima in Spagna per poi diffondersi nelle varie nazioni europee.

Viene ora coltivato in tutto il bacino del Mediteranno, Iran ed India, ma è consumato in tutto il mondo! E’ considerato un condimento pregiato tanto da essere utilizzato soprattutto nei migliori ristoranti del mondo.

In Italia invece, per essere più precisi, viene coltivato in particolar modo: nelle Marche, in Abbruzzo, in Sardegna, in Toscana ed in Umbria.

Queste sono le terre che maggiormente si apprestano per questa tipologia di coltivazione.

Di questa spezia viene commercializzata solo la parte degli stimmi (una volta essiccati) e questo chiaramente influisce molto sul costo finale.

La parte utilizzabile di questa pianta è molto piccola e questo significa che per produrne una quantità discreta bisogna coltivarne davvero tanta. In questo modo, aumentano i costi di produzione, di manodopera ecc… tutto quindi influisce pesantemente sul prezzo finale e la fa diventare una spezia costosa e rinomata.

Vengono poi associati allo zafferano tanti benefici: rallentamento dell’invecchiamento, stimolazione del metabolismo e delle funzioni digestive, la riduzione della pressione sanguigna e del livello del colesterolo e trigliceridi sul sangue.

 Contiene anche potere antiossidante grazie all’alto contenuto di carotenoidi che si trovano appunto al suo interno.

Oltre che appetitoso, fa anche bene al nostro organismo!

Se ci si reca a Milano non si può non degustare un buon piatto di “Risotto alla Milanese”!

In cucina è molto versatile! Lo si può utilizzare “come protagonista” – nel caso del risotto appena citato – oppure per condire i vari piatti.

Si sposa bene con la carne, ma capita di ritrovarlo anche in qualche dolce!

In commercio lo si trova all’interno di pratiche bustine percui si conserva bene. Non va a contatto con l’aria perciò anche a livello di igiene non ci son problemi.

Finché non lo si utilizza non entra a contatto con i batteri che si trovano nell’aria.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA!

Passiamo ora alla parte pratica. La parte che può risultare più complicata.

Per investire nello zafferano, la prima cosa che dobbiamo analizzare è: la scelta del terreno agricolo.

Dopo aver studiato e aver compreso che tipologia di pianta è lo zafferano, sapremo benissimo che quest’ultimo odia i ristagli, i terreni pesanti, umidi e nebbiosi.

Percui, cerchiamo di evitare terreni che abbiano queste caratteristiche!

Il terreno necessario per una buona crescita dello zafferano deve avere una composizione sabbiosa-limoso a 500-700 metri sul livello del mare.

Si deve inoltre accertarsi di aver scelto una zona con piovosità media durante tutto il periodo invernale, mentre il periodo estivo deve essere secco.

Lo zafferano è una pianta che resiste bene al freddo e lo sa affrontare.

Non è delicato ed ha un “corpo” forte.

Il clima Mediterraneo è l’ideale per questo tipo di investimento.

Il fattore clima è determinante per una buona riuscita, se il terreno verrà scelto da una persona poco capace, sicuramente si rivelerà il tutto un disastro oltre che una perdita ingente di denaro! Quindi, ponete attenzione!

QUAL E’ IL MIGLIOR PERIODO ED IL SISTEMA CORRETTO PER PIANTARE LO ZAFFERANO?

I due mesi dell’anno che si apprestano per fare ciò, sono luglio e agosto.

Prima però, bisogna preparare il terreno nel modo corretto!

Come prima cosa si devono togliere tutte le erbacce e poi bisogna frantumare la terra finemente.

Ricordiamo che il terreno deve essere anche concimato e arricchito con del letame maturo.

Ora, si! Possiamo passare allo step successivo!

I bulbi vengono piantati durante il periodo caldo dell’anno, e soprattutto, bisogna farlo “sapendo quello che si fa”.

Se si sbaglia qualcosa, l’annata la si può praticamente gettare!

I bulbi vanno posizionati ad una certa distanza, altrimenti, più sono ravvicinanti e minore sarà la crescita della pianta. Devono inoltre essere sistemati in file che distano venti centimetri l’una dall’altra. La profondità invece, deve essere di dieci centimetri.

QUANDO SI VEDRANNO I PRIMI RISULTATI?

Verso la fine di agosto lo zafferano emette le radici, mentre le prime foglie le vedremo solo ad ottobre. A metà dello stesso mese germoglieranno anche i primi fiori.

Quest’ultimi hanno bisogno di 24 ore per la loro apertura completa, mentre la fioritura vera e propria dura dieci giorni.

Vanno raccolti all’alba per evitare che si possano aprire completamente.

Questo è un passaggio fondamentale. Se si aprono del tutto lo stimma si rompe.

A fine giornata, quando la raccolta si è conclusa, una mano esperta e professionale deve staccare lo stimma dal resto del fiore.

Dopodiché, lo si deve lasciare essiccare. Solo dopo verrà “trasformato” in polvere.

L’essiccatura gli permette di raggiungere il suo classico colore rosso e di sviluppare al meglio il suo aroma inconfondibile!

Quando la fioritura può considerarsi terminata, il lavoro riprenderà la primavera successiva. Si ricominceranno allora i lavori con la falciatura e la pulizia del terreno e l’eliminazione delle erbacce.

Il ciclo sarà poi pronto per iniziare nuovamente!

Sarà importante analizzare i bulbi. I migliori andranno reimpiantati per l’anno successivo.

LA PARTE BUROCRATICA.

Si deve necessariamente partire da un’idea imprenditoriale.

Deve essere un progetto in primis fattibile e deve essere innovativo, avere cioè quella marcia in più per avere successo.

Un’idea imprenditoriale non può essere, e non deve essere, una fotocopia di qualcos’altro. Se si parte con un progetto interessante si verrà presi maggiormente sul serio e in considerazione.

All’interno del business plan si dovrà scrivere un dossier con delle spiegazioni ed analisi esaustive. Nel caso dell’investimento nello zafferano, quindi un investimento agricolo, all’interno si dovrà riportare le analisi del territorio, dello studio climatico, dello studio della concorrenza, delle analisi di vendita e di mercato e delle analisi del lavoro in una proiezione futura.

Queste sono le fonti che possono offrire maggiori informazioni:

  • Coldiretti
  • Cia
  • Copagri
  • Confagricoltura
  • Programma di sviluppo rurale
  • Bandi europei agricoltura

 

Dopo aver terminato lo studio del progetto, si può procedere con la creazione vera e propria dell’azienda agricola.

Il passaggio successivo comprenderà: l’apertura di una partita IVA, registrazione al registro delle imprese, aprire una posizione INPS.

Può sembrare complicato… ma tutto questo lo farà per voi un commercialista.

Evitate il “fai da te”, non è il caso! Non si hanno le giuste e sufficienti competenze in materia.

Si avranno anche bisogno di permessi ASL, della consulenza di un agrario e – a seconda dei casi – di un veterinario.

L’INVESTIMENTO, RENDIMENTO ED I COSTI.

I costi variano in base all’idea. Se abbiamo intenzione di “fare le cose in grande” o se si preferisce iniziare piano piano.

Il budget chiaramente è determinante e può variare da caso a caso.

I bulbi di zafferano si trovano facilmente ed il loro costo dipende dalla qualità che vi interessa sviluppare. Se si vuole investire in una azienda agricola di media qualità avrà un costo, se si vuole l’alta qualità, ovviamente un altro.

I bulbi partono da un costo irrisorio di 0.10 centesimi l’uno se quest’ultimi provengono dall’estero, fino a pagarli 1 euro l’uno per le migliori qualità italiane.

Teniamo conto che ci servono circa cento fiori grandi, o duecento piccoli, per avere circa un grammo di prodotto completo.

Il prezzo al dettaglio dello zafferano è molto alto: per 0.5 grammi di prodotto si spendono almeno 8 euro. Per un chilo si andrebbero a spendere 16.000 mila euro.

Giusto per fare un esempio pratico…

Mettiamo l’ipotesi di avere un pezzo di terreno da mille metri quadri.

In questo caso ci serviranno circa 25.000 bulbi di zafferano. Se optiamo per i bulbi esteri spenderemo 2.500 euro.

Con un chilo di zafferano potremo incassare circa 16.000 euro (al dettaglio).

Da questi 16.000 mila euro però, dobbiamo poi togliere tutte le spese. Vedi manodopera, tasse e i costi di spedizione.

L’esempio deve servire solo per farsi un’idea. Un’idea espressa basandosi su bulbi di qualità minima.

Sarebbe utile creare anche un negozio online per poter vendere la propria merce non solo ai clienti della zona, ma sarà importante far conoscere il proprio prodotto anche all’estero. Perché no?

Quindi, anche questo comporta un costo iniziale aggiuntivo.

Una bella vetrina invoglia molto di più di una che si presenza male.

Interessante potrebbe essere anche l’idea di una campagna Facebook. Si può produrre lo zafferano più buono e raffinato del mondo, ma se nessuno lo conosce, non lo si riuscirà mai a vendere.

Se non si hanno le competenze adeguate, delegate la parte social ad un team esperto.

Le potenzialità commerciali ci sono, però se non si organizza bene il progetto iniziale purtroppo non si va da nessuna parte.

Il “made in Italy” è un tesoro richiesto in tutto il mondo, percui investire in questo settore sicuramente è un’ottima idea. Si possono anche ottenere ottimi guadagni, l’importante però è avere pazienza e non pensare di diventare milionari nel giro di qualche mese.

Se cercate ciò, questo allora non è l’investimento giusto per voi.

E’ necessario essere consapevoli del sacrificio che si sta per affrontare.

Se questo non vi spaventa, allora non ci saranno problemi!

La terra ha i suoi tempi e non saremo di certo noi a rivoluzionarli.

LA QUALITA’.

Il segreto vincente sta nel creare un prodotto di qualità. Spezie di scarse qualità ce ne sono già tante, aggiungerne un’altra sarebbe inutile, ed inoltre, significherebbe buttare del denaro, tanto denaro.

Un’azienda, di qualsiasi tipologia essa sia, se non produce materiale di qualità è destinata al fallimento.

Se si vuole investire invece, sul buon prodotto, conviene fare piccoli passettini ma ben fatti, piuttosto che grandi cose destinate a fallire presto.

Ricordiamo che i costi per coltivare lo zafferano sono elevati, percui è inutile far le cose a casaccio. I sacrifici verranno ripagati solo se si fanno scelte giuste.

Coltivare lo zafferano e trasformarlo in un business è possibile a patto che si accetti il rischio imprenditoriale coinvolto.

Va inoltre calcolato che se si sa svolgere bene il proprio lavoro, si riesce a raddoppiare – o quasi – di anno in anno la produzione.

TROVARE I CLIENTI.

Trovare i clienti è una cosa che richiede tempo. Forse più della produzione stessa.

Il consiglio è quello di cercare di far assaggiare ai ristoratori e agli agriturismi della zona il vostro prodotto. Spiegate come viene coltivato, la qualità dei bulbi, e la scelta non utilizzare prodotti chimici.

Attualmente si dà molta importanza “al chilometro zero”, anche questa sarà una carta da poter giocare.

Dovete essere in grado di saper vendere bene il vostro zafferano.

Studiate un minimo di marketing… può sembrare una perdita di tempo, ma vedrete che vi ritornerà utile. Questa materia lavora a stretto contatto con la psicologia, e nel commercio sono due assi nella manica!

Certo, la qualità è fondamentale, ma sapersi relazionare bene, è importantissimo.

Se non sembra interessato, può capitare, regalate un sampler del prodotto.

Sicuramente lo proverà! La pubblicità che fate oggi, sarà un possibile guadagno domani!

Aiutatevi col passaparola, fate dei bigliettini da visita e passate anche nel negozi di frutta e verdura.

Potreste organizzare delle box per le varie festività dell’anno!

Oppure sarebbe interessante proporre collaborazioni a dei blog di cucina, piuttosto che a dei canali Youtube che propongono delle video ricette!

Insomma, l’importante è avere delle idee vincenti.

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